QUANDO SOLO “UNO” FA LA DIFFERENZA

È proprio vero, uno fa la differenza…:
UNA persona era ciò che ci mancava per avere lo sconto sul biglietto del treno

UNO il giorno che ci separava dall’avere il biglietto per il tempio gratis

UNA è la prima classe che abbiamo sbagliato a prendere sul treno

UNO è l’euro che ci ha tolto (noi abbiamo fatto togliere) alla signora della bancarella in cui abbiamo preso le cresce con il ciauscolo e la porchetta

UNO è il numero del binario, unico binario, che abbiamo trovato scendendo alla deserta stazione di…… GENGA! Così inizia l’Avventura dell’Alta Sq Stella Alpina.

Come inizia un articolo di questo sito del lontano 2006: Frasassi, 11 aprile 2023

Arrivate alla stazione di Genga, dopo esserci guardate intorno in quel posto un po’ sperduto, la Jessi ci ha dato una cartina e, mettendo in gioco le nostre abilità di orientamento abbiamo trovato il punto in cui ci trovavamo.
Dopo aver imparato come trovare un punto sulla cartina avendo solo una squadra e delle coordinate, siamo partitee.
In realtà la meta era abbastanza facile da trovare, ma fingiamo che sia stato impegnativo trovarla per rendere il tutto più accattivante. Arrivate alla meta, davanti ad una reception per i biglietti, ci siamo ritrovate a scegliere il programma della giornata tra visitare le “grotte di Frasassi” o il “Santuario”. Non avendo mai visto nessuno dei due, molte hanno dato come preferenza “è uguale” dovendo lasciare la dura scelta alla Jessi ( la nostra Capo Riparto). La scelta della Jessi : entrambe!💀😀bhe si scherza ovviamente.

L’avventura è partita in bus verso le grotte che penso abbiano stupito tutte e anche chi le aveva già visitate ne è rimasta colpita una seconda volta. Pranzo tattico “ alla scout” tra l’erba e dopo una breve pausa ci siamo rimesse in tiro per camminare verso il Santuario. Il percorso è durato molto poco, forse perchè non lo sentiamo quando parliamo troppo o quando ci fermiamo ogni due secondi per fare le foto . Arrivate al Santuario siamo rimaste a bocca aperta perchè una cosa così non l’avevamo mai vista: okey sì il santuario ,ma era situato nella conca di una montagna illuminato dal sole. In più c’era questa stradina che portava in una grotta buia e ovviamente noi, colte dalla curiosità, ci siamo fiondate subito dentro. Ma cosa c’era dentro questa caverna oscura? Una suora , dei turisti e tante tante rocce, ed anche un cancello che bloccava la parte più alta della grotta dove abbiamo cantanto la sigla di mare fuori fingendo di essere dei carcerati.

Alla fine MILLE sono le emozioni che abbiamo provato ma UNA è l’esperienza che rimarrà indimenticabile!

Jessi, Carolina, Aurora, Laura, Angelita, Greta.