TUTTO CON IL GIOCO, NIENTE PER GIOCO!

Questo è il motto che ha accompagnato il BPDay di Gruppo 2024 qui a Calcinelli, dove tutte le Unità di sono riunite per partecipare insieme alle BPDIADI !!

Così tutti i ragazzi si sono ritrovati nei parchi del quartiere Paradiso, per scendere in campo, per giocare e non stare a guardare!

Ricevuto un colorato fazzolettone, le squadriglie Jamboree, che rappresentavano i vari popoli del mondo, si sono riunite per giocare e cosi lanciare un simbolico messaggio di PACE E FRATELLANZA tra le nazioni! Del resto si sa, non c’è niente di più serio di un gioco!!

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Il mercatino di Natale raccontato da tre partecipanti diversi

Calcinelli di Colli al Metauro – 16/12/2018

1-Presentati
V = Sono Vittoria, una scolta semplice del Fuoco Girasole e un membro del Gruppo Calcinelli 1 da ormai tanti anni. In Riparto mi è stato dato come nome di totem “Falco Curioso”

E = Ciao sono Enrico, Cinghiale Curioso, Aiuto Capo Riparto del Riparto Santa Croce

A = Alice, Scoiattolo pacifico – RS

2-Cosa ti ha spinto a partecipare con la tua Unità a questo incontro?
V = Quest’anno ho partecipato con molto entusiasmo all’autofinanziamento in occasione dei mercatini di Natale assieme alla Direzione e ai Rover: è stata un’esperienza molto piacevole, che ci ha permesso di lavorare più uniti come Gruppo e ci ha dato la possibilità di mostrare alle persone che cosa siamo in grado di fare con collaborazione ed impegno.Mi sono sentita in dovere di dare il mio contributo sia per la preparazione del mercatino, che durante il mercatino stesso perché penso di essere abbastanza matura per fare la differenza all’interno del Gruppo. Quando qualcosa riesce bene e tu hai contribuito al successo fino alla fine, ciò crea tanta soddisfazione!

E = Quando il clan ci ha parlato dell’attività del mercatino ho subito accettato poiché avevo già partecipato l’anno precedente e perché il lavoro svolto sarebbe andato a “fare cassa ” per il Clan.

A = la volontà di mettersi in gioco.


3-Come è stato mangiare lungo la Flaminia su una costruzione da campo?

V = Non ho potuto partecipare

E = Stupendo, forse per le persone con cui stavo mangiando o forse per le costruzioni, ma ad un certo punto mi è sembrato di essere ad un campo, e tutti i problemi sono svaniti.

A = Ho subito pensato che la nostra comunità di Calcinelli poteva avere una vetrina insolita dello scoutismo. Normalmente ci vedono in attività con i più piccoli oppure organizzare cene/pranzi aperti alla comunità; questa volta, noi Capi, abbiamo pensato al nostro Gruppo sfruttando lo strumento del mercatino, supportando e sopportando i ragazzi dai 16 ai 21 anni, Clan e Fuoco che hanno partecipato con giochi e vendita di brulé, castagne e cioccolatini.


4-Qual è stata la cosa più strana che ti hanno detto durante la giornata?

V = Detto, nulla ma un mimo mi è venuto incontro per stringermi la mano e successivamente ha tentato di rubare uno dei sacchetti di mele dedicati alla preparazione del vin brulé.

E= Nel corso della giornata abbiamo interagito con adulti e bambini di tutte le età. L’episodio più insolito è capitato quando una signora ha chiesto allo stand delle castagne e del vin brulé se si potessero acquistare anche i dolci e le torte, confondendoci evidentemente con lo stand di MasterChef che si trovava poco più avanti.

A = “Potevate preparare un panino con la salsiccia anche per noi esercenti con il gazebo”. Ammetto che qualche piatto di fagioli è stato lasciato anche a chi era di passaggio… Potrebbe essere un’ottima idea per il prossimo anno!

5-Come hai vissuto lo spirito di Gruppo oggi?
V = Collaborare tutti insieme nel nostro stand ha sicuramente avuto degli effetti positivi sul nostro affiatamento: ci siamo fatti due risate nel guardare gli uomini utilizzare le mogli come riferimento per capire a che altezza fosse appeso il prosciutto e ci ha fatto piacere anche vedere i bambini divertirsi con i nostri giochi.

E = Oggi specialmente ha avuto senso la parola “comunità” , grazie alla collaborazione avuta tra Rover e Scolte e alla partecipazione dei vari RS il gruppo scout è divenuto molto più affiatato.

A = Lo spirito di Gruppo si è sentito fin da prima, dall’organizzazione. Come ho vissuto il momento? Con estrema felicità, soddisfazione di quanto è stato realizzato in base agli obiettivi prefissati e curiosità verso la Branca Rossa che ho visto per la prima volta in azione.

6-Cosa diresti a chi non c’era?
V = Voglio dire a tutti coloro che non erano presenti per vari motivi che quest’esperienza non è stata meno preziosa di altre, anzi, è proprio dalle piccole cose che derivano grandi tesori; ogni occasione persa non ricapiterà più e perciò dobbiamo fare tutto il possibile per non farcela sfuggire.

E= A chi non c’era direi che si è perso una giornata bellissima, che nonostante l’impegno fisico e organizzativo sa regalare emozioni uniche e che non deve assolutamente mancare il prossimo anno.

A = Spero che lo spirito sia arrivato a chi non c’era tra video e foto pubblicati sui canali social, in realtà non ho dubbi, è arrivato! Sarei più curiosa di sentire cosa dicono gli assenti.

7-Fai una saluto a chi ti sta leggendo
V = Saluto tutti augurando un sereno Natale e un buon 2019; spero che questo mercatino sia piaciuto anche a voi!

E = Un saluto a tutti i lettori

A = Ci si vede alla Veglia di Natale con la super Pattuglia/Equipe Servizio!! Buona Strada!

Vittoria, Enrico e Alice

Uscita Regionale Rover e Scolte – parliamo di FELICITA’

3/4 marzo 2018 – Prelato Alto di Fano (PU)

Nei giorni 3 e 4 marzo abbiamo partecipato all’Uscita Regionale Rover e Scolte.

Aveva appena finito di nevicare dopo una settimana, quindi sarebbe stata un’uscita tra la neve; le condizioni e il freddo però non hanno frenato il nostro entusiasmo e la nostra voglia di scoprire!

Abbiamo portato con noi, oltre al solito materiale, solo un ingrediente per la pasta che poi avremmo unito a quelli delle persone della nostra equipe.
Il tema era “la felicità. Cosa è per noi la felicità?”.
Io, sinceramente, non ho mai pensato a cosa sia per me la vera felicità prima di quest’uscita e ora dopo averci riflettuto penso che la felicità sia quando si riesce a star bene con se stessi, insieme agli altri e far felici quest’ultimi.

Durante il pomeriggio della prima giornata ci siamo divisi in tre gruppi; ognuno di questi doveva affrontare le tre oasi: essere felici insieme gli altri, far felici gli altri e la felicità con se stesso.
In ogni oasi c’era una prova che trattava questi tre punti. La sera non c’è stato un vero e proprio fuoco serale, ma una testimonianza che, personalmente, mi ha toccata tanto; ci hanno bendati e fatti entrare in una stanza con sotto fondo la canzone “mi fido di te”, e una volta tutti seduti, ha iniziato a parlare una ragazza di nome Jenny (anche lei scout) che ci ha raccomandato di tendere gli occhi chiusi durante la sua testimonianza, fino a quando non avremmo sentito la necessità di aprirli.

Ha iniziato a raccontarci la sua storia: a 17 anni ha iniziato a vedere delle macchie, andava a far le visite ma nessun dottore capiva di cosa si trattasse, ogni volta dicevano un nome di una malattia e poi smentivano. Fino a quando un giorno, a 19 anni, un dottore capisce di cosa si tratta e da cosa erano causate quelle macchie che lei vedeva, ma le disse che aveva solo 48 ore per salvarla. Lei, invece di scoraggiarsi, rispose: “Dottore non morirò!” e infatti così fu. 
All’età di 25 anni Jenny perde definitivamente la vista. 
Quello che più mi ha colpita è la sua determinazione, il suo non abbattersi e credere in se stessa, tratti del suo carattere che l’hanno aiutata ad affrontare bene questa sua sfortuna. 

Tutto questo sicuramente l’ha resa più forte e più consapevole di cosa sia la vera felicità perché nonostante tutto riesce ad essere felice; mi ha stra-emozionato e come ogni testimonianza prendo un pezzettino e lo metto nel bagaglio per imparare sempre di più.

Il giorno seguente, dopo la Messa di Don Steven, ci siamo divisi in gruppetti e abbiamo fatto delle tappe, ciascuna delle quali affrontava un’emozione (paura, fiducia, etc) e tutte insieme portavano alla felicità. 
Alla fine si doveva creare una “ricetta della felicità”, la nostra è stata “la vera felicità la si trova facendo felici gli altri”

Dopo questa movimentata attività abbiamo iniziato a cucinare la pasta con i vari ingredienti, e se la cosa prima mi spaventava perché non sapevo cosa sarebbe avvenuto fuori, all’assaggio questa paura era svanita: buonissimo!
Dopo il (buonissimo) pranzo si è fatta la premiazione in base ai punteggi delle tappe e la ricetta, non ricordo chi ha vinto perché non siamo stati noi IHIHIHIHIHIH, ma mi sono trovata molto bene insieme agli altri miei compagni.

Rosine
Cigno libero

Calcinelli VINCE il Challenge 2016

Furlo-Fano 7-8 maggio 2016

Nel 2002 la prima vittoria, nel 2005 la seconda, poi finalmente, dopo ben 11 anni, quest’anno il clan Nettuno torna ad essere vittorioso in questa sentita competizione. Una gara di abilità tecnica e di orientamento, in cui si sfidano tutti i clan dei distretti Pesaro-Romagna e Ancona.
Lo scorso anno al Challenge nazionale avevamo ottenuto ottimi risultati, mancando la vittoria per un soffio. Vittoria arrivata quest’anno, grazie alla pattuglia composta da Axel Valeri e Lorenzo Centoscudi, che hanno così riportato a Calcinelli la tanto ambita “forcola” che premia la miglior pattuglia della competizione.
Ma solo grazie all’impegno di tutti i nettuniani, per la prima volta sarà orgogliosamente riposta nella nostra sede anche la famosa “bandiera”, premio assegnato al miglior clan del Challenge. Tutte le nostre quattro pattuglie si sono piazzate dentro la top 10. Di seguito i piazzamenti:
 Pattuglia “727” di AXEL VALERI e LORENZO CENTOSCUDI;
 Pattuglia “Divina Jonhatan 2” di LUCA PEDINI, EMANUELE BARONE e LORENZO COSTANTINI (Clan di Forlì);
 Pattuglia “Eiffel 65” di ALBERTO PANNACCIO, GEREMIA MATTIOLI e FILIPPO GRESTA;
 Pattuglia “Splash Brother” di ANDREA PEDINI e CHRISTOPHE MENDY.
Il Challenge quest’anno, oltre alle numerose prove disseminate lungo il percorso, si caratterizzava per la modalità triathlon. La gara era composta da una prima parte a piedi lungo i sentieri del Furlo, un lungo tragitto in bicicletta fino a Fano, e infine, una prova in canoa sul nostro mare Adriatico. 
Siamo veramente contenti di questo risultato, ma già guardiamo alla prossima edizione puntando ad obiettivi ancor più alti, perché il Nettuno non si ferma mai!
Grazie per il vostro tempo, all’anno prossimo. 😉 

Axel Valeri e Lorenzo Centoscudi

Il mercatino di Natale raccontato da tre partecipanti diversi

Calcinelli di Colli al Metauro, 16 dicembre 2018

1-Presentati
V = Sono Vittoria, una scolta semplice del Fuoco Girasole e un membro del Gruppo Calcinelli 1 da ormai tanti anni. In Riparto mi è stato dato come nome di totem “Falco Curioso”

E = Ciao sono Enrico, Cinghiale Curioso, Aiuto Capo Riparto del Riparto Santa Croce

A = Alice, Scoiattolo pacifico – RS

2-Cosa ti ha spinto a partecipare con la tua Unità a questo incontro?
V = Quest’anno ho partecipato con molto entusiasmo all’autofinanziamento in occasione dei mercatini di Natale assieme alla Direzione e ai Rover: è stata un’esperienza molto piacevole, che ci ha permesso di lavorare più uniti come Gruppo e ci ha dato la possibilità di mostrare alle persone che cosa siamo in grado di fare con collaborazione ed impegno.Mi sono sentita in dovere di dare il mio contributo sia per la preparazione del mercatino, che durante il mercatino stesso perché penso di essere abbastanza matura per fare la differenza all’interno del Gruppo. Quando qualcosa riesce bene e tu hai contribuito al successo fino alla fine, ciò crea tanta soddisfazione!

E = Quando il clan ci ha parlato dell’attività del mercatino ho subito accettato poiché avevo già partecipato l’anno precedente e perché il lavoro svolto sarebbe andato a “fare cassa ” per il Clan.

A = la volontà di mettersi in gioco.


3-Come è stato mangiare lungo la Flaminia su una costruzione da campo?

V = Non ho potuto partecipare

E = Stupendo, forse per le persone con cui stavo mangiando o forse per le costruzioni, ma ad un certo punto mi è sembrato di essere ad un campo, e tutti i problemi sono svaniti.

A = Ho subito pensato che la nostra comunità di Calcinelli poteva avere una vetrina insolita dello scoutismo. Normalmente ci vedono in attività con i più piccoli oppure organizzare cene/pranzi aperti alla comunità; questa volta, noi Capi, abbiamo pensato al nostro Gruppo sfruttando lo strumento del mercatino, supportando e sopportando i ragazzi dai 16 ai 21 anni, Clan e Fuoco che hanno partecipato con giochi e vendita di brulé, castagne e cioccolatini.


4-Qual è stata la cosa più strana che ti hanno detto durante la giornata?

V = Detto, nulla ma un mimo mi è venuto incontro per stringermi la mano e successivamente ha tentato di rubare uno dei sacchetti di mele dedicati alla preparazione del vin brulé.

E= Nel corso della giornata abbiamo interagito con adulti e bambini di tutte le età. L’episodio più insolito è capitato quando una signora ha chiesto allo stand delle castagne e del vin brulé se si potessero acquistare anche i dolci e le torte, confondendoci evidentemente con lo stand di MasterChef che si trovava poco più avanti.

A = “Potevate preparare un panino con la salsiccia anche per noi esercenti con il gazebo”. Ammetto che qualche piatto di fagioli è stato lasciato anche a chi era di passaggio… Potrebbe essere un’ottima idea per il prossimo anno!

5-Come hai vissuto lo spirito di Gruppo oggi?
V = Collaborare tutti insieme nel nostro stand ha sicuramente avuto degli effetti positivi sul nostro affiatamento: ci siamo fatti due risate nel guardare gli uomini utilizzare le mogli come riferimento per capire a che altezza fosse appeso il prosciutto e ci ha fatto piacere anche vedere i bambini divertirsi con i nostri giochi.

E = Oggi specialmente ha avuto senso la parola “comunità” , grazie alla collaborazione avuta tra Rover e Scolte e alla partecipazione dei vari RS il gruppo scout è divenuto molto più affiatato.

A = Lo spirito di Gruppo si è sentito fin da prima, dall’organizzazione. Come ho vissuto il momento? Con estrema felicità, soddisfazione di quanto è stato realizzato in base agli obiettivi prefissati e curiosità verso la Branca Rossa che ho visto per la prima volta in azione.

6-Cosa diresti a chi non c’era?
V = Voglio dire a tutti coloro che non erano presenti per vari motivi che quest’esperienza non è stata meno preziosa di altre, anzi, è proprio dalle piccole cose che derivano grandi tesori; ogni occasione persa non ricapiterà più e perciò dobbiamo fare tutto il possibile per non farcela sfuggire.

E= A chi non c’era direi che si è perso una giornata bellissima, che nonostante l’impegno fisico e organizzativo sa regalare emozioni uniche e che non deve assolutamente mancare il prossimo anno.

A = Spero che lo spirito sia arrivato a chi non c’era tra video e foto pubblicati sui canali social, in realtà non ho dubbi, è arrivato! Sarei più curiosa di sentire cosa dicono gli assenti.

7-Fai una saluto a chi ti sta leggendo
V = Saluto tutti augurando un sereno Natale e un buon 2019; spero che questo mercatino sia piaciuto anche a voi!

E = Un saluto a tutti i lettori

A = Ci si vede alla Veglia di Natale con la super Pattuglia/Equipe Servizio!! Buona Strada!

Vittoria, Enrico e Alice

Uscita Regionale Rover e Scolte – parliamo di FELICITA’

Prelato Alto di Fano (PU), 3/4 marzo 2018

Nei giorni 3 e 4 marzo abbiamo partecipato all’Uscita Regionale Rover e Scolte.

Aveva appena finito di nevicare dopo una settimana, quindi sarebbe stata un’uscita tra la neve; le condizioni e il freddo però non hanno frenato il nostro entusiasmo e la nostra voglia di scoprire!

Abbiamo portato con noi, oltre al solito materiale, solo un ingrediente per la pasta che poi avremmo unito a quelli delle persone della nostra equipe.
Il tema era “la felicità. Cosa è per noi la felicità?”.
Io, sinceramente, non ho mai pensato a cosa sia per me la vera felicità prima di quest’uscita e ora dopo averci riflettuto penso che la felicità sia quando si riesce a star bene con se stessi, insieme agli altri e far felici quest’ultimi.

Durante il pomeriggio della prima giornata ci siamo divisi in tre gruppi; ognuno di questi doveva affrontare le tre oasi: essere felici insieme gli altri, far felici gli altri e la felicità con se stesso.
In ogni oasi c’era una prova che trattava questi tre punti. La sera non c’è stato un vero e proprio fuoco serale, ma una testimonianza che, personalmente, mi ha toccata tanto; ci hanno bendati e fatti entrare in una stanza con sotto fondo la canzone “mi fido di te”, e una volta tutti seduti, ha iniziato a parlare una ragazza di nome Jenny (anche lei scout) che ci ha raccomandato di tendere gli occhi chiusi durante la sua testimonianza, fino a quando non avremmo sentito la necessità di aprirli.

Ha iniziato a raccontarci la sua storia: a 17 anni ha iniziato a vedere delle macchie, andava a far le visite ma nessun dottore capiva di cosa si trattasse, ogni volta dicevano un nome di una malattia e poi smentivano. Fino a quando un giorno, a 19 anni, un dottore capisce di cosa si tratta e da cosa erano causate quelle macchie che lei vedeva, ma le disse che aveva solo 48 ore per salvarla. Lei, invece di scoraggiarsi, rispose: “Dottore non morirò!” e infatti così fu.
All’età di 25 anni Jenny perde definitivamente la vista.
Quello che più mi ha colpita è la sua determinazione, il suo non abbattersi e credere in se stessa, tratti del suo carattere che l’hanno aiutata ad affrontare bene questa sua sfortuna.

Tutto questo sicuramente l’ha resa più forte e più consapevole di cosa sia la vera felicità perché nonostante tutto riesce ad essere felice; mi ha stra-emozionato e come ogni testimonianza prendo un pezzettino e lo metto nel bagaglio per imparare sempre di più.

Il giorno seguente, dopo la Messa di Don Steven, ci siamo divisi in gruppetti e abbiamo fatto delle tappe, ciascuna delle quali affrontava un’emozione (paura, fiducia, etc) e tutte insieme portavano alla felicità.
Alla fine si doveva creare una “ricetta della felicità”, la nostra è stata “la vera felicità la si trova facendo felici gli altri”.

Dopo questa movimentata attività abbiamo iniziato a cucinare la pasta con i vari ingredienti, e se la cosa prima mi spaventava perché non sapevo cosa sarebbe avvenuto fuori, all’assaggio questa paura era svanita: buonissimo!
Dopo il (buonissimo) pranzo si è fatta la premiazione in base ai punteggi delle tappe e la ricetta, non ricordo chi ha vinto perché non siamo stati noi IHIHIHIHIHIH, ma mi sono trovata molto bene insieme agli altri miei compagni.

Rosine
Cigno libero

INCREDIBILE MA VERO: uscita di Direzione di Gruppo, Clan e Fuoco!

Cesane di Fossombrone, 6-8 gennaio 2017

Quella data andava trovata, sembrava impossibile, ma c’è l’avevano fatta.
Fu così che dopo diversi anni riuscimmo nuovamente a partire tutti insieme per un grande campo.

6 gennaio 2017, clima freddo, sole, prima neve dell’anno, prima colazione di Gruppo fatta all’insaputa del Capo Gruppo.
Nel parco Fluviale di Fossombrone abbiamo formato il nostro primo cerchio, tra un rosario ed un coltellino abbiamo formato pattuglie di Rover, Scolte e Direzione, siamo così partiti verso la “casa dei daini” delle Cesane. Durante il cammino, in compagnia di Giobbe, Giuditta e Davide le pattuglie si sono conosciute ed hanno trovato una loro identità per iniziare da subito a scalare la vetta della vittoria.
Arrivati a casa, come dopo ogni camminata, la fame si è fatta sentire e naturalmente sappiamo tutti che a stomaco pieno si ragiona meglio! Per questo dopo un’energizzante pranzo ci siamo preparati per una nuova ed interessante attività spiegata dal buon Berlo.

Cinque di noi sono stati i prescelti per essere usati come cavie di un esperimento, vasellina (di Berlo), crema idratante (non pervenuta), gomma (materiale professionale per cerette), gesso (grazie dott. Mattioli) e cannucce (prossimamente in vendita in sostituzione dei cerotti nasali), sono stati gli ingredienti principali per dare alla luce cinque deliziosi calchi facciali. Dopo la prima parte del pomeriggio passata all’insegna del divertimento e dello sballo (vedi Enrico Pannaccio), le varie Unità si sono ritirate nelle proprie stanze per sviluppare, tramite tecniche espressive, la rappresentazione dei personaggi assegnati loro durante le riunioni che hanno preceduto il campo. In seguito ad una salutare cena (viva i broccoli), nel fuoco serale i vari gruppi hanno esibito le proprie opere di altissima fattura.

7 gennaio 2017, clima freddo freddo, sole a tratti, seconda neve dell’anno, prima colazione di gruppo non occultata.
Non soddisfatti della camminata del giorno precedente, siamo partiti divisi in Unità verso una baita delle Cesane, durante il tragitto è stato ritagliato del tempo anche per riflettere sulla storia di Ester e su una scelta che siamo stati chiamati a fare. A causa di ipotermie varie ci siamo solo fermati a “scaldarci”, grazie alla stufetta e soprattutto ai bicchieri sempre alti, per poi ripartire e pranzare tutti insieme alla casa.
Nel pomeriggio, il caro e buon giovane Balù è venuto in visita per constatare che fossimo tutti integri, e ne ha approfittato anche per raccontarcene una delle sue. Successivamente alla chiacchierata, Amadeus Falcioni ha condotto la condivisione delle nostre riflessioni fatte nella mattinata. La serata si è conclusa con la visione di alcuni video sempre seguendo il tema della scelta, vari generi di conforto alimentari, vin brulè, e illustri ospiti.

8 gennaio 2017, ormai insensibili al clima, la neve era ormai ghiaccio, la colazione non era più una novità. I calchi finiti i giorni precedenti hanno ricevuto un’identità e una loro storia, che è stata presentata dalle varie pattuglie, prima di sfidarsi in una battaglia all’ultimo fornello, la cucina era frenetica, tutti noi sentivamo la cannella di Berlo scorrere nelle vene.

Ore 13:30, mani in vista, abbandonare la cucina, uniforme perfetta e si vanno a presentare le pietanze ai giudici di gara. Una volta finiti gli assaggi, e prese le giuste valutazioni, ci siamo messi all’opera per pulire tutto l’alloggio e fare i saluti finali. Non proprio finali, visto che dopo la benedizione di Balù ci siamo di nuovo riuniti per la cena conclusiva del campo.

Morale dell’articolo: “insieme è più bello”.

Axel – Ariete curiosa
Chiara – Lince Vigile
ACR

Calcinelli VINCE il Challenge 2016

Furlo-Fano, 7-8 maggio 2016

Nel 2002 la prima vittoria, nel 2005 la seconda, poi finalmente, dopo ben 11 anni, quest’anno il clan Nettuno torna ad essere vittorioso in questa sentita competizione. Una gara di abilità tecnica e di orientamento, in cui si sfidano tutti i clan dei distretti Pesaro-Romagna e Ancona.
Lo scorso anno al Challenge nazionale avevamo ottenuto ottimi risultati, mancando la vittoria per un soffio. Vittoria arrivata quest’anno, grazie alla pattuglia composta da Axel Valeri e Lorenzo Centoscudi, che hanno così riportato a Calcinelli la tanto ambita “forcola” che premia la miglior pattuglia della competizione.
Ma solo grazie all’impegno di tutti i nettuniani, per la prima volta sarà orgogliosamente riposta nella nostra sede anche la famosa “bandiera”, premio assegnato al miglior clan del Challenge. Tutte le nostre quattro pattuglie si sono piazzate dentro la top 10. Di seguito i piazzamenti:
Pattuglia “727” di AXEL VALERI e LORENZO CENTOSCUDI;
Pattuglia “Divina Jonhatan 2” di LUCA PEDINI, EMANUELE BARONE e LORENZO COSTANTINI (Clan di Forlì);
Pattuglia “Eiffel 65” di ALBERTO PANNACCIO, GEREMIA MATTIOLI e FILIPPO GRESTA;
Pattuglia “Splash Brother” di ANDREA PEDINI e CHRISTOPHE MENDY.
Il Challenge quest’anno, oltre alle numerose prove disseminate lungo il percorso, si caratterizzava per la modalità triathlon. La gara era composta da una prima parte a piedi lungo i sentieri del Furlo, un lungo tragitto in bicicletta fino a Fano, e infine, una prova in canoa sul nostro mare Adriatico.
Siamo veramente contenti di questo risultato, ma già guardiamo alla prossima edizione puntando ad obiettivi ancor più alti, perché il Nettuno non si ferma mai!
Grazie per il vostro tempo, all’anno prossimo. 😉

Axel Valeri e Lorenzo Centoscudi

Cosa succede quando 6 ragazze di alta levatura passano una giornata con 7 giovani di buona volontà?

1 marzo 2015 – Cesane di Fossombrone

Domenica 1 marzo 2015 noi del clan “Nettuno” e del fuoco “Girasole” di Calcinelli ci siamo incontrati per partecipare ad un’uscita iniziata con la Santa Messa presso la chiesa di Saltara.
Terminata la celebrazione siamo partiti con prontezza alla volta delle Cesane. Ma un piccolo (e piacevole) intoppo si è presentato ad ostacolarci…potevamo partire senza la seconda colazione? No di certo! Dopo questo breve ma intenso brainstorming al bar ci siamo decisi ad affrontare le montagne.

Ecco che le nostre strade si divisero…

Racconto rover:

siamo partiti dal ponte vecchio di Fossombrone, e dopo un breve summit riguardante l’ attrezzatura da montagna siamo partiti attraverso un sentiero di montagna che ci ha accompagnato, attraverso scorci panoramici mozzafiato che ci hanno permesso di gustare e apprezzare al meglio il nostro territorio, (che poetici cit. Sabry) siamo arrivati in prossimità dell’ altura della Rocca di Fossombrone (di cui Nicola Rivelli ci ha spiegato la bellezza e importanza) per poi proseguire attraverso sentieri tortuosi e vari dislivelli alla volta della casa della “Colombara”, dove, una volta arrivati, abbiamo aspettato le scolte, per affrontare insieme a loro un argomento molto interessante e basilare nella vita di clan e fuoco: la comunità, tramite una lettura presa dal discorso di una capo fuoco, che ci ha cosi iniziati al tema che ci avrebbe accompagnato per il resto della memorabile giornata.

Dopo aver affrontato il discorso in comunità siamo ripartiti alla volta di campo d’asino ma con strade separate, dopo aver affrontato varie insidie come fossati e rovi, siamo arrivati al punto prestabilito e , una volta arrivate le scolte, omaggiate con un pensiero floreale, abbiamo giocato e poi ci siamo messi a preparare il pranzo, visto che eravamo già in ritardo sulla tabella di marcia; dopo aver mangiato il primo che ognuno aveva preparato, abbiamo terminato in bellezza il pasto con una meravigliosa abbuffata di piadina e nutella (conclusasi con una chicca: nutella e piadina, riservata ad una elité ristretta, che ha causato un innalzamento generale del livello di colesterolo nel sangue). Dopo esserci dedicati alle abbuffate abbiamo preso parte ad una discussione riguardante il tema già iniziato in precedenza, e continuato con l’aiuto di un piccolo “esperimento” : due bottiglie vuoto collegate da un tubo di plastica che andava dalla bottiglia denominata essere a quella del donare, che ci ha aiutato a capire come solo dopo aver preso coscienza di noi stessi possiamo aiutare gli altri donando le nostre esperienze.

Finito questo incontro abbiamo ripreso all together il cammino insieme verso il primo punto di incontro, dove ci siamo definitivamente separati, concludendo così la prima e speriamo non l’ ultima delle uscite clan feat fuoco.

Racconto scolte:

Dopo aver letto l’emozionante racconto rover vi servirà rilassarvi e prendervela comoda proprio come abbiamo fatto noi donzelle. Cartine alla mano (bugia, a detta di Gere), siamo partite. Tra chiacchiere amichevoli, senza alcuno sforzo (nonostante la difficoltà del tragitto intrapreso), siamo arrivate anche noi (dopo i rover…per ovvi motivi…ci stavano aspettando per fare i galanti) alla stazione intermedia del cammino che aveva luogo vicino alla casa detta della “Colombara” e ci siamo accomodate per dedicarci alla chiacchierata sull’importante tema della comunità.

Siamo ripartite alla volta di Campo d’Asino dove, cascasse il mondo, avremmo pranzato a mezzogiorno in punto……cosa che non è successa in quanto da vere persone adulte ci siamo persi in canti, balli e giochi tipo “fontana” (che ha mietuto varie vittime).

Quando la fame ha preso il sopravvento sui nostri stomaci, ci siamo decisi ad accendere i nostri fornellini: chi a gas, chi ad alcol (contattare la rivenditrice ufficiale di fornellini a gas Jessica Sani 333******8) e abbiamo cucinato piatti all’altezza di qualsiasi chef rinomato.

Terminato il sacro momento del pasto, non ci siamo fatti mancare una chicca finale: piadina con nutella (e banane tagliate finemente dal maestro Nicola Rivelli). L’ultima bomba, dedicata solo a pochi eletti, è stata la nutella con piadina, causa di scariche impressionanti di zuccheri e adrenalina (causa anche di allucinazioni, tipo fiumi a random).

Verso le 14.30 dopo aver messo a posto, ci siamo dedicati al tema caldo dell’uscita. I nostri capi hanno preparato un’attività che riguardava il nostro essere, le nostre capacità e le nostre mancanze. Tutto questo seguito da una condivisione di ciò che era scaturito da riflessioni personali. In seguito, abbiamo compiuto un gesto simbolico che stava a rappresentare il nostro impegno nel donare solamente dopo aver preso coscienza del nostro essere.

Dopo aver posato per un book fotografico (tra cui compare anche la grezzo foto by rover e la cast foto by scolte) ci siamo diretti insieme verso il punto di incontro della mattina dove nuovamente le nostre strade si sono tragicamente separate per condurci ai rispettivi punti di partenza.

Conclusioni:

Con la speranza di replicare l’esperienza mooooolto positiva (cit. tutti), vi lasciamo con una frase di B.P. che più di ogni altra descrive quello che questa uscita ha lasciato nei nostri cuori:

“Un sorriso fa fare il doppio di strada di un brontolio” B.P…… e siamo sicuri che di sorrisi ce ne sono stati tanti e continueranno ad esserci grazie a tutti.

Sabry & Gere

LA ROUTE DEL “PASSO NUOVO”…PER VARIE DIREZIONI!!

Orciano-Mondavio-San Bartolo 27-30 dicembre 2014

Di sicuro di passi ne abbiamo fatti.. e visti alcuni, da quelli che facevano un pò d’ombra, a quelli che pesavano, a quelli ventosi, a quelli che lasciavano impronte e a quelli che non ne lasciavano, causa manto stradale leggermente ghiacciato..!!! La strada percorsa è stata una, certe del fatto che comunque non avremmo preso autobus, fatto autostop, o preso un carretto magari rubato da un presepe di considerevoli dimensioni!!

Quelle che invece abbiamo conosciuto sono varie direzioni…e di tutte quelle che ci sono in giro scommetto che non basterebbe il quadrante di una bussola per segnarle tutte! E sto parlando delle direzioni che prende il nostro cuore…Ne abbiamo potute vedere 3:
si và (si và si và).. verso l’amore di coppia che ha il suo momento di fioritura più bello quando viene donato agli altri e condiviso nella fraternità e nella convivenza; quando l’amore materno e paterno non viene confinato ai soli figli dando un nuovo significato al concetto di libertà del cuore! Si và (si và si và).. verso una vita che non conosce la moda? O bianco o nero? Al massimo grigio? NO.. verso un amore consacrato che, come dice il voto di castità oltre a quello che si pensa, conosce la verità delle relazioni, e la coerenza tra corpo e anima!

Non sappiamo in che direzione andrà il nostro cuore…certa è stata la direzione del nostro stomaco quando il 3° giorno abbiamo mangiato i mitici cappelletti fatti con le nostre manine d’oro il 1°giorno che ha richiamato anche i pastori dei villaggi vicini accorsi al banchetto (grazie Don Peppe del secondo!!!!) E che dire dei dolciumi rimediati dalle visite domiciliari delle nostre ragazze con i Ministri dell’Eucarestia ad Orciano..un bell’ incontro con gli anziani e un bel servizio..a prova di stick glicemico!! 😀 Ma il pomeriggio alla Casa di riposo di Mondavio passato ad allietare gli anziani con musica e danze ha dato prova delle nostre doti artistiche molto spiccate e del nostro repertorio di canti, forse da allargare un pochino!! (dai che qui ci scappa un’altra cena!! :D)

Se ci prodighiamo per gli altri volenti o a volte nolenti o qualunque sia la nostra direzione noi siamo comunque un DONO..probabilmente l’unica cosa su cui Dio non chiede le misure o dà limiti. Alla domanda: è meglio un uovo oggi o una gallina domani? Noi abbiamo detto: il Fattore! 😀

Vi lasciamo con i ringraziamenti personali e personalizzati della Fedi..!!
Quando si dice che facendo strada una persona cresce parecchio è verissimo: in questa ruote ho capito tante cose, ho avuto la possibilità di conoscervi meglio, ho avuto la possibilità di avvicinarmi a persone che in quel momento sentivo lontane, camminando ho iniziato a rispondermi alle mie 200 domande…insomma ho vissuto davvero belle esperienze e quella non voglia di partire all’inizio si è trasformata in un: vai Fedi vivitela sta route è la tua ultima…
Per finire GRAZIE A TUTTE
Grazie Maru perché mi hai aiutato a capire tante cose che magari davo per scontato, che non pensavo minimamente;
Grazie Gle perché nonostante la tua prima route con noi sei riuscita ad aprirti tranquillamente;
Grazie Lalli per ogni cosa che mi hai donato alle guide e continui a donarmi anche qui, in fuoco;
Grazie Jessi perché nonostante tutto sei riuscita a farmi vivere una bella route avvicinandoti a me;
Grazie Chia perché in questa route ho scoperto una chiara diversa, mai vista prima;
Grazie Gio perché nei momenti vuoti riesci sempre a riempirli con una canzone o una battuta delle tue;
Grazie Ali G. perché nonostante il tuo enorme blocco, alla veglia sei riuscita a spaccarne un pezzettino e sono sicura che pian piano riuscirai a demolirlo;
Grazie Sabri perché riesci sempre a farmi tornare il sorriso;
Grazie Vale perché con la tua semplicità riesci sempre a trasmettermi un qualcosa; Grazie Ro perché ti stai facendo conoscere pian piano;
Grazie Ali C. perché non cambi mai, rimani sempre te stessa in tutte le situazioni;
SIETE FANTASTICHE

Gle
ACF