TUTTO CON IL GIOCO, NIENTE PER GIOCO!

Questo è il motto che ha accompagnato il BPDay di Gruppo 2024 qui a Calcinelli, dove tutte le Unità di sono riunite per partecipare insieme alle BPDIADI !!

Così tutti i ragazzi si sono ritrovati nei parchi del quartiere Paradiso, per scendere in campo, per giocare e non stare a guardare!

Ricevuto un colorato fazzolettone, le squadriglie Jamboree, che rappresentavano i vari popoli del mondo, si sono riunite per giocare e cosi lanciare un simbolico messaggio di PACE E FRATELLANZA tra le nazioni! Del resto si sa, non c’è niente di più serio di un gioco!!

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Cinghiali alla conquista dei Sibillini

Fiuminata e Fiastra (MC), Sabato 27 e Domenica 28 Giugno 2015

Ci siamo quasi, il Campo Estivo 2015 si avvicina e per prepararlo al meglio non esiste nulla di più efficace di una bella uscita d’Alta Sq. L’obiettivo di costruire un bel clima di sq. tra i più grandi è stato sicuramente raggiunto, attraverso la realizzazione attività tecniche altamente formative… e momenti di sana (???) idiozia.

Siamo partiti alla volta di Fiuminata nella mattinata di Sabato, con le macchine dei capi ricolme del materiale di equipaggiamento e di tanta voglia di avventura. Pur incontrando qualche leggero imprevisto (batteria rotta della macchina di Maro e strada per Sassoferrato interrotta a Ca Bernardi) siamo riusciti ad arrivare quasi in orario alla fatidica Fonte del Piscio (teatro del CE 2008), immersa nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Dopo un veloce pranzo al sacco e un po’ di riposo, ha avuto inizio l’attività di segnalazione. L’Alta Sq. si è subito divisa in due pattuglie: la prima (Ale, Manu e Tommi) diretta sulla cima del Monte Vermenone, la seconda (Maro, Filo, Pana e Leo) al Monte Ferro Rotondo. Le due cime distano tra loro esattamente due chilometri. Il nostro tragitto è stato accompagnato dalla presenza di numerosi capi di bestiame (e relative deiezioni!), sgradevolissime specie di insetti e salite degne di una caccia all’azimuth sul K2! Ma i panorami di cui abbiamo potuto godere in vetta hanno senz’altro ripagato le energie spese.
Utilizzando binocoli, bandierine e segnali di servizio siamo riusciti a trasmetterci a vicenda due noti aforismi di Baden Powell:
“Quando la strada non c’è, inventala”
“Chi non ha mai sbagliato, non ha mai fatto nulla”
sui quali abbiamo avuto modo di riflettere durante il nostro ritorno alla base. Ad esclusione degli spostamenti, la missione è stata portata a termine con successo nel tempo di 45 minuti.
Una volta rientrati alla Fonte del Piscio, abbiamo formato di nuovo due pattuglie: Ale, Manu e Leo si sono occupati della costruzione del riparo per la notte, mentre Maro, Filo, Pana e Tommi hanno raccolto la legna e allestito lo spazio per il fuoco. Dopo un’abbondante cena, durante la quale alcuni hanno cercato di battere importantissimi record mondiali (numero di piadine e salsicce mangiate), la Sq. si è coricata nel tendolino (non senza le classiche minacce del capo riparto ai soliti russatori!).

Di buon mattino, dopo una bella colazione, siamo ripartiti alla volta di Fiastra (facendo una rapida visita al centro storico di Camerino). Il programma dell’uscita è proseguito con una bella esplorazione lungo il sentiero delle Lame Rosse, stratificazioni di roccia dal substrato ricco di ferro che conferisce al complesso un particolare color ruggine. La visione di questo paesaggio marziano ci ha davvero sorpreso, e ci ha resi ancora più consapevoli di quante bellezze sia ricca la nostra regione.
Dopo un bagno rinfrescante al Lago di Fiastra e un pranzo veloce a base di piadina (Guinness World Record per Tommi!) abbiamo fatto ritorno a Calcinelli, stanchissimi ma consapevoli di essere una grande Alta Sq.!

Buona caccia, Cinghiali!

Ale
ACR

”UN ANNO DI EUROJAM…

Ottobre 2013 – Novembre 2014

ESPERIENZA, AVVENTURA, SFIDA EJ 2014, un ciclo lungo un anno, tra…

ambiziosi progetti divenuti entusiasmanti esperienze,
dubbi e perplessità tramutati in scelte coraggiose,
fatiche e impegni dai quali sono germogliate organizzazione, responsabilità e maturità,
agitazione e premura metabolizzate come fiducia e rispetto,
ansie e paure da cui sono scaturite conoscenza e solidarietà,
stanchezza che oggi chiamiamo soddisfazione,
disorientamento che ha svelato orizzonti nuovi,
RAGAZZE e RAGAZZI che ci hanno dimostrato risorse di cui non li avremmo mai ritenuti capaci.

…e se alla stazione il 31 Luglio abbiamo pianto di preoccupazione,
e sempre alla stazione l’11 Agosto abbiamo pianto di gioia,
…ed i giorni successivi, disfacendo gli zaini, abbiamo pianto di sconforto!,
oggi, vedendo le foto del campo, ci si spalanca uno sguardo finora non noto sui nostri SEMPRE CUCCIOLI…
ed il nostro volto si riga di lacrime di ORGOGLIO!!!’

Mamme di Guide ed Esploratori

Campo Invernale per il Riparto “Santa Croce”!

Pianello di Cagli – 7/8 dicembre 2012

Nuvole basse all’orizzonte e densi banchi di nebbia…
Questo incerto panorama è tutto ciò che riesce a scorgere l’occhio comune.
Ma è possibile fare di più … si può imparare a guardare al di là della semplice ombra delle cose. Allenarsi a comprendere una situazione, svelare informazioni, leggere messaggi nascosti, evidenti solo ad un più attento e profondo sguardo.
Tutto ciò, tutta questa maniera d’osservare il mondo è chiamata da B.P. “l’arte della deduzione”.
Carpire indizi da una sola repentina occhiata, leggere attentamente una situazione, vivere attivamente il proprio presente, essere svegli e lesti di fronte le necessità del “qui ed ora” è una delle necessarie doti di un bravo esploratore.
Per far crescere ed allenare tutti questi talenti viene in aiuto dei nostri esploratori un vero ospite d’eccezione. Direttamente dalle opere di Sir Arthur Conan Doyle giunge in quel di Pianello di Cagli il migliore investigatore di sempre: il grande Sherlock Holmes!

Con la sua tranquilla cadenza inglese mostra ai giovani esploratori del riparto Santa Croce alcuni fra i migliori metodi d’allenamento della deduzione.
E allora, senza perdere tempo, Sherlock presenta subito un antica e preziosa arte, appresa da un misterioso viaggiatore orientale in una uggiosa e tranquilla domenica londinese. Si tratta dell’arte di produrre oggetti ispirati alla realtà con l’utilizzo di semplice carta. Il nome di quest’arte è ORIGAMI, utilissima per apprendere il più prezioso dei pilastri dell’ ”arte della deduzione” … la PAZIENZA.

Gli esploratori scoprono così che solo con grande pazienza possono essere ottenute abilità artigiana e sapienza artistica. Scoprono, inoltre, che solo imparando a semplificare il mondo in maniera semplice e lineare si può aspirare a meglio comprenderlo. Oggetti plasmati da leggere pieghe di carta, che, dritte e sicure, generano infine figure realistiche e raffinate.

Ma la complessità del mondo porta sempre nuove sorprese ed ecco allora che le tre Squadriglie sono già pronte a sfidarsi nella costruzione di oggetti scenici e arte narrativa. Vengono partoriti misteriosi manufatti, costumi variopinti e storie ricche d’intreccio. La sfida alla miglior scenetta è già al culmine ed il fuoco serale arde della eco degli allegri canti.

Il giorno seguente Sherlock chiede alle squadriglie di superare una prova importante. In accordo con la staff si decide di consegnare tre importanti missioni, una ad ogni squadriglia. Ai falchi spetta topografia, agli orsi natura e ai tassi civismo ed esplorazione.
Ogni missione è strutturata perché tutti gli incarichi di squadriglia possano essere correttamente usati. I risultati sono notevoli!
Non solo questa prova è servita a spiegare il secondo pilastro dell’ ”arte della deduzione”, ovvero l’importanza della COOPERAZIONE, ma ha fatto meglio scoprire alle rispettive squadriglie il territorio, la fauna e la storia del luogo di svolgimento del campo.

E mentre il clima all’interno delle squadriglie si faceva sempre più allegro e ardente di nuove avventure, quello all’esterno della casa diventava più rigido, portando appresso i primi fiocchi di neve dell’inverno.
Ognuno, in cuor suo, vedendo brillare al di là del vetro quei piccoli e luminosi puntini di ghiaccio non ha potuto far altro che pensare ancor più strenuamente al calore generato dall’affiatamento, la fratellanza e l’amicizia vissuti in quei giorni.
L’indomani altre sorprese attendevano il risveglio dei giovani esploratori. Un fulgido sole mostrava in tutto il suo splendore la bellezza del creato. Ogni cosa pareva brillare di bianco platino, ed i raggi obliqui dell’astro infuocato avvolgevano il mondo in una ragnatela d’oro e d’argento.

Ma rimaneva un ultima prova prima della fine dell’avventura e cioè mettere finalmente in pratica l’arte deduttiva, così faticosamente appresa. Il grande gioco è la giusta occasione per mostrare alle altre squadriglie quanto si è preparati nel comprendere situazioni, svelare misteri e risolvere difficili enigmi.
Al termine di questo campo, al di là dei meritati premi, rimane un’avventura bellissima, vissuta con compagni eccezionali. Rimane, inoltre, la convinzione di aver compreso un poco più nel profondo il nostro glorioso motto “ESTOTE PARATI” ovvero, siate pronti …
Siate sempre pronti, giovani esploratori, qualunque sia la situazione che vi pone innanzi la vita!!

Buona Caccia

Federico
CR Santa Croce

Uscita di Sq LEOPARDI… quando si è in poche ci si organizza!

Montemiele di Serrungarina, 29giugno – 1 luglio 2012.

Il 29 – 30 giugno e l’1 luglio abbiamo organizzato l’Uscita di Squadriglia. Erano 40 gradi si moriva da quando era caldo.

Appena arrivate a Montemiele, località vicino a Serrungarina, cominciammo a montare il piano cucina il tavolo e la tenda.
Successivamente abbiamo raccolto la legna e di conseguenza fatto il fuoco. Dopo aver divorato tutto, ci preparammo per il mitico fuoco serale preparato da me e Chiara.
Dato che eravamo solo in due a organizzare il fuoco travestimmo una bambola alta circa un metro e le abbiamo dato la parte del nostro acerrimo nemico Jack Sparro (non ho sbagliato a scrivere!!!).
Tra bans e canti la sera passò veloce.

Non riuscimmo bene a dormire per colpa delle oche che “cantavano” e per colpa delle zanzare che ci tormentavano.
Appena svegliate arrivò un’altra squadrigliera, Noela, che organizzò giochi divertenti e movimentati.

Dopodichè cominciammo ad accendere il fuoco per cucinare. Il succulento pranzetto in poco tempo lo preparammo… in ancor meno tempo lo divorammo. Però il caldo era tanto e non riuscivamo a far chissà che cosa.

Allora ci si accese la lampadina: la capo squadriglia aveva con se le istruzioni per costruire una doccia. Allora subito al lavoro!!!!!!!
In un batti baleno la doccia era funzionante e potevamo lavarci e rinfrescarci. Mi sembrava di essere in paradiso.
Però il tempo è passato così velocemente che senza accorgercene arrivò il momento di smontare il tutto e andare a messa.

Queste giornate sono state splendide, l’augurio è che tutto il campo estivo si ripeta durante il campo estivo che sarà dal 5 al 12 agosto.

Lucia, Sq. Leopardi

San Giorgio 2012

San Francesco in Rovereto, 21-22 Aprile 2012.

Il 21 aprile il riparto Santa Croce si è incontrato nella piazza di Calcinelli alle 15:00 per andare all’uscita regionale del S.Giorgio però solo con i riparti di Pesaro e Calcinelli perché il posto in cui si dovrebbe essere svolto inizialmente il S.Giorgio era impraticabile quindi all’ultimo giorno i capi riparto sono riusciti a rimediare al disguido andando a S.Francesco. Arrivati alla chiesa di San Francesco tutti i riparti hanno iniziato a montare le tende per poi fare il quadrato iniziale dove si sono fatti due gruppi di indiani gli Apache e i Cherokee dopo di che le squadriglie hanno avuto un po’ di tempo libero per ripassare le scenette fatte nelle riunioni di squadriglia e per raccogliere la legna per i fuochi serali dove si sono esibite le squadriglie con proprie scenette. La mattina del 22 aprile le squadriglie si sono svegliate alle 7:30 per fare ginnastica e colazione. Dopo la colazione c’è stato il grande gioco dove si sono sfidate le tribù degli Apache e dei Cherokee. Il gioco consisteva nel prendere le piume di ogni componente avversario sfidandosi a scalpo, lotta dei cervi o a pinocchietto, oppure al posto di prendere le piume ogni componente della tribù doveva fare le proprie impronte nella base avversaria. Raccolte tutte le piume o fatto tutte le impronte la tribù doveva prendere il totem avversario e portarlo nella propria base. Finito il grande gioco vinto dai Cherokee le squadriglie si sono sfidate in una gara di cucinai dove ci sono state anche delle pietanze non commestibili ad esempio le orecchiette carbonizzate di una squadriglia . Dopo la gara di cucina le squadriglie anno smontato le tende e sono andate alla messa di Don Matteo. Infine si è fatto il quadrato finale dove si sono date le promesse e consegnato il premio di cucina vinto dai Lupi di Calcinelli ed i premi espressione vinti dai Tassi di Pesaro nel fuoco degli Apache e dagli Orsi di Calcinelli nel fuoco dei Cherokee.

Axel Valeri, Sq. Falchi

Il Riparto Santa Croce si è imbattute in galassie sconosciute!

Prelato Alto (Fano)

27-12-2011
Hour 9.00 AM
Kansas, Planet Earth-Base spaziale alpha chiama nave madre “Sirion”, Base spaziale chiama “Sirion” . Passo.-
-Vi riceviamo, parla il comandante Sallistar-
-Come procede il viaggio verso il possibile pianeta gemello della Terra?-
-In ottime condizioni, non è ancora stato necessario scongelare le tre squadriglie dallo stato criogenico e il robot di bordo, Gerty, se la sta cavando benissimo-

27-12-2011
Hour 10.03 AM
Spaceship –Sirion-
-Comandante Sallistar chiama base Terra … passo. Rispondete … Passo. Abbiamo avuto dei problemi , siamo dovuti atterrare in un piccolo pianeta roccioso … passo. Abbiamo disibernato l’equipaggio. Le tre pattuglie Orsi, Tassi e Falchi, stanno già cercando i pezzi perduti della nostra astronave… passo.

Dalla cronistoria del vicecomandante Pariah:
Avevamo perduto dei pezzi importanti della nostra nave e dovevamo necessariamente recuperarli. Con l’aiuto delle squadre d’esplorazione eravamo senz’altro sicuri di riuscire a risolvere ogni problema.
Ho dato io stesso le coordinate per recuperare i primi pezzi … la missione consisteva nel ricavare dei punti su una mappa topografica, raggiungerli e recuperare le provviste perdute nel brusco atterraggio.
Subito le tre squadriglie si sono rivelate all’altezza del compito e, la sera stessa, abbiamo potuto festeggiare con i giochi olimpici invernali (Curling e hockey) e la grande tombolata.
La Fortuna dagli occhi bendati ha generosamente elargito leccornie e dolciumi, che, sulle orme della legge degli esploratori, sono stati prontamente condivisi e distribuiti. Non conoscono egoismo ed avidità i valorosi viaggiatori dello spazio; sono fratelli d’avventura e sanno bene di poter sempre contare l’uno sull’altro.
Ma la chiara notte dalle sconosciute Lune, stava già rapidamente avanzando, in quell’ignoto pianeta. Era giunto il momento di coricarsi.
L’indomani i giovani esploratori potevano già andare in avanscoperta, ad osservare quali grandi sorprese potessero celare le nuove terre che, come ignari forestieri, stavano attraversando.
Giunti in un luogo chiamato Monte Giove, sono riusciti a raccogliere interessanti informazioni e a riportare alla Sirius bellissimi schizzi panoramici e una precisa traccia del percorso effettuato. Tutte e tre le squadre hanno dimostrato d’avere grande abilità nell’antica arte dell’esplorazione.
Tornati alla nave base con ulteriori pezzi perduti, il capitano ha deciso di organizzare una grande prova teatrale.
Quella sera, mi è sembrato quasi di sentire sulla pelle il complesso vento dell’arte, che, seppur tanto improvviso e sfuggente, solo in rare occasioni sa essere così gravido d’ispirazione e divertimento, capace di trascinare con se suggestioni profonde e bellissime. Ancora i miei complimenti a tutte e tre le squadriglie per quelle che reputo tra le più divertenti scenette a cui abbia mai assistito.
Ma l’indomani era già la volta di riprendere le ricerche dei pezzi perduti della nostra astronave.
Si era scoperto che alcuni di questi si trovavano in mano a popolazioni autoctone, nascosti in una città segreta. Era iniziato il Grande Gioco.
Ogni squadriglia, armata di cerbottana, ha cercato di recuperare le tre chiavi necessarie ad aprire le porte della città misteriosa. Non bastava neutralizzare i campi di forza nemici e recuperare le tre chiavi; si dovevano seguire anche dei simboli di pista segreti, fino al luogo della città invisibile. Solo una squadriglia è riuscita nell’impresa e può ora sfoggiare nel proprio angolo la navicella aliena miniaturizzata, così difficilmente ottenuta.
Ormai pochi pezzi mancavano all’appello; furono localizzati grazie alle imponenti costellazioni invernali. Ora gli esploratori sanno bene cosa può mostrare il cielo invernale ad occhi abili e capaci di guardare. Il grande cacciatore Orione nasconde rotte invisibili, che, se giustamente attraversate, possono mostrare il nord e la giusta via da percorrere.
La nostra astronave, grazie all’aiuto, l’operosità e la fratellanza di tutti, è stata, infine, ricostruita.
Questa bella avventura c’ha fatto capire come alla base di un grande viaggio ci siano sempre la forza e la fiducia dataci dal prossimo, la quale, ben felicemente, dovrà essere ricambiata.
Come nelle galassie dello spazio profondo, ognuno di noi è una stella strettamente necessaria, ognuno di noi è un punto da cui passa la costellazione perfetta.

Federico, A.C.R.

CAMPO ESTIVO 2011 … SULLE ROTTE DEI VICHINGHI!!!

La Romitella (Fiuminata), 29 luglio – 10 agosto 2011.

Si è da poco concluso il Campo Estivo 2011 ed ancora riecheggia nell’aria della località “La Romitella” (Campottone, comune di Fiuminata) il suono delle allegre risa e dei canti gioiosi attorno ai falò di tutti i giovani esploratori che vi hanno attivamente partecipato.
Quest’anno le squadriglie hanno ripercorso le antiche rotte dei vichinghi, scoprendo, attraverso le mille avventure vissute, quanto possa essere fantasiosa ed affascinante l’antica e gloriosa epica norrena. Così hanno potuto ascoltare, per mezzo dei ricordi del cantastorie Linaur, le gloriose gesta di Odino, Thor, Loki e di tutti i valorosi “dei” vichinghi che hanno cercato di difendere il mondo dai possenti e malvagi giganti.
Oltre a questi antichi racconti, che creavano il primo invisibile filo conduttore che sarebbe poi sfociato nell’attesissimo “Grande Gioco”, ad accompagnare le giornate dei giovani esploratori è stato anche un percorso di riflessione, che, attraverso l’analisi e la spiegazione delle beatitudini elencate nel Vangelo, ha tentato di concretizzare al meglio il rispetto della legge scout. Infatti soltanto attraverso la comprensione della parola di Dio, nella quale la legge degli esploratori trova il suo fondamento, può essere rispettata la promessa che fieramente arde sopra il cuore d’ogni ragazzo che porti l’uniforme.
Ma, affianco a queste due principali corde, attraverso le esperienze vissute, i nostri ragazzi ne hanno aggiunte tante altre, così da completare l’immaginario strumento perfetto che potesse emanare tutt’intorno un armonia irresistibile, la quale sarebbe riuscita ad attrarre inesorabilmente ogni essere a danze di gioia.
In quel clima perfetto che ripercorre la magia degli infiniti campi estivi che furono, che sono e che saranno vissuti, i giovani ragazzi hanno potuto affinare le proprie tecniche scout e provare cose mai nemmeno immaginate. Così hanno costruito un terrario trasparente che potesse contenere insetti, comprendendo quanto possa essere semplice e divertente osservare ed esplorare la natura, ma anche quanto sia affascinante scoprire come ogni essere sia tanto speciale ed abbia caratteristiche di specie irriproducibili. E allora si guarda attoniti, al di là del vetro lucente, la formica che scava una nuova tana, mostrando sotto il terreno, ormai visibile, gli infiniti tunnel che in un prossimo futuro brulicheranno di vita, e la mantide, dalle arcuate zampe, che con braccia verdi e oblunghe si mimetizza tra il verde fogliame come una immobile vergine in preghiera.
È ormai giunto il momento di darsi degli orari e dunque, viene costruita da ogni squadriglia una meridiana solare che possa mostrare il reale scorrere del tempo, … almeno finché non arriva il tramonto, che tutto oscura, ma non le stelle. E proprio da queste e dal loro fulgido precipitare si comprende d’essere quasi giunti alla notte di San Lorenzo, dove, come disse un poeta, “sì gran pianto nel concavo cielo sfavilla”. Tra il pianto del cielo riescono comunque a muoversi gli attenti occhi dell’esploratore, che sempre riuscirà a riconoscere il Grande Carro, Cassiopea, il Bifolco, il Cigno, la Lira e l’Aquila, così come le principali stelle, delle quali la regina, almeno per l’orientamento, è la Polare.
Se però la veste lattiginosa e celeste della Via Lattea viene meno per il giorno che avanza, ecco che giunge il momento della cartina topografica, che, letta senza più segreti, porta ogni Squadriglia al luogo del proprio Hike. Questa esperienza magica e potente del vivere solamente attraverso le proprie forze e , soprattutto, i propri sani principi di fraternità, semplicità e condivisione, porta ogni Sq. a beneficiare di una giornata intera nella natura selvaggia, dormendo all’addiaccio e cucinando i pasti attraverso legna, fuoco, braci e fantasia, narrando storie alla luce della fiamma guizzante e riflettendo assieme, allo spegnersi della brace e della lunga giornata.
Ma il risveglio porta nuovamente in vita il vigore delle membra e la voglia famelica d’inedite avventure, trascinando, così, ogni ragazzo a rinfrancarsi delle fresche acque sorgive del ruscello luccicante, nell’attesa di svolgere la prova più dura e stimolante che un cuciniere possa immaginare. È il momento di stendere i menù per la gara di cucina, tappa obbligata per la conquista del prestigioso titolo, oltre che per capire in quale delle sq. converrebbe essere invitati per pranzo!! Si alzano dunque le fiamme, si dividono i compiti, si saggia la potenza termica del forno, si fa sfoggio di segreti generazionali più o meno utili, si ringraziano mamme e nonne per aver donato i veri tesori di famiglia: una cultura culinaria invidiabile, basata su esperienze secolari che di povertà han fatto virtù.
Ma, dopo aver mangiato, altro non resta che riposare, alla maniera scout, s’intende!! Iniziano dunque le stesure delle scenette, espressione evidente di come ogni ragazzo ha in se un potenziale creativo eccezionale, pronto per essere dissepolto e osservato con stupore.
Tappa obbligata a ripulirsi dalle fatiche giornaliere attraverso gli entusiasmanti “Water Game” e si è subito pronti per dar sfoggio, l’indomani, delle proprie abilità fisiche e tecniche. Le olimpiadi scout volgono infine al termine, portando con se soddisfazione, sudore, nuove scoperte, giovani promesse e altre rivelazioni. Ma ecco che il sole è già passato nove volte attorno la meridiana di squadriglia, dando la certezza alle giovani menti che il campo sta per concludersi, ma non prima dell’atteso Grande Gioco.
Non tardano, infatti, a farsi vivi strani personaggi nordici: un nano dalla lunga e riccioluta barba rivela alle squadriglie di valorosi berserker guerrieri che Odino ha bisogno d’aiuto. Parla di un ponte arcobaleno, il Bifrost, che collegherebbe il palazzo degli dei (l’Asgard) e la terra, parla di giganti che hanno attaccato quel ponte, facendolo crollare. Bisogna ricostruirlo, ma come fare a ricomporre addirittura un arcobaleno? Una soluzione c’è, ma è difficile riuscire nell’impresa. Di fronte al nano però si stagliano fieri degli eroi che nulla temono, degli eroi che hanno vissuto assieme per molti giorni e fra loro non conoscono menzogne ne inganni. Le squadriglie accettano e il nano spiega loro come ricomporre il ponte arcobaleno; servono i tre colori primari: il giallo, il rosso e il blu. Il problema è che questi colori sono protetti da tre grandi mostri leggendari: Fenrir, il lupo, Gryla, l’orchessa, e Jormungandr, il serpente delle acque. Una sola squadriglia riesce nell’impresa. Di costoro parleranno con fierezza le leggende narrate ai posteri.

Così, dopo l’ultima avventura, arriva il momento degli addii, o meglio, degli “arrivederci”.
A salutare il riparto di giovani esploratori sono, dapprima il vento, che inchina in segno di rispetto le fronde degli alti pioppi; poi gli uccelli, che mandano gli azzurri piumaggi e il candido richiamo delle ghiandaie a comporre un inno di sincera armonia; infine lo scroscio del ruscello, che come un’arteria vitale, dona nutrimento a tutto il terreno circostante e che, per dieci giorni, ha sostenuto il corpo e lo spirito di tutti quei giovani che hanno solcato la verde vallata.
Per l’esploratore è giunta l’ora di tornare, ma con l’ausilio di nuove consapevolezze e la forza di più pure convinzioni.
Ormai, ognuno è certo di poter contare sugli altri e, soprattutto, sul ricordo e l’insegnamento di un campo che, probabilmente, non dimenticherà mai.

Fedi, A.C.R.

Impresa Alta Sq. Cinghiali

Calcinelli, marzo-aprile 2011

L’alta Sq. Di Calcinelli ha deciso di realizzare un’impresa che è stata quella di “ristrutturare” la sede comune delle guide e degli esploratori. Durante una riunione serale abbiamo elencato in una lista le cose che andavano modificate e poi abbiamo fatto 2 gruppi: Gli elettricisti e i muratori, dopodiché abbiamo fatto la lista di tutti gli strumenti che servivano. La riunione dopo ci siamo visti sempre alla stessa ora e abbiamo iniziato a lavorare, gli elettricisti hanno iniziato con il riaggiustare i cavi elettrici delle lampade, invece i muratori hanno iniziato a togliere le crepe dal muro e la volta dopo hanno iniziato a dare lo stucco per tutta la sede finché non abbiamo tappato tutti i buchi presenti nella sede. Finito questo la volta successiva abbiamo iniziato a carteggiare tutti i muri finché non erano ben lisci e dopodiché abbiamo ricoperto le porte, finestre . La volta successiva mio padre è venuto a darci una mano a verniciare, le pareti di giallo e invece il soffitto di bianco, abbiamo portato dei rulli e dei bastoni per allugarli e per verniciare il soffitto. Abbiamo dato 3 passate 1 per ogni riunione, dopo Burchi con alcuni che ha chiamato ha rifinito meglio gli spazzi. Alla riunione dopo abbiamo fatto il programma normale e alla fine abbiamo mangiato la colomba con la Nutella per festeggiare il buonissimo risultato che abbiamo ottenuto lavorando con determinazione allegria e volontà.

Andrea Pedini e Filippo Pedini, segretari Alta Sq. Cinghiali

Uscita di riparto al Prelato

Prelato, 9-10 aprile 2011.

In una calda giornata di aprile il riparto Santa Croce parte per la sua prima uscita in tenda dell’anno 2011. Dopo una lunga preparazione psico-fisica i ragazzi sono ormai pronti per partire alla volta del Prelato Alto. Giustamente non esiste uscita senza una bella passeggiata, quindi, dopo aver salutato i genitori a Rosciano, sono partiti con l’intento di raggiungere la metà prestabilita. Dopo qualche peripezia, le squadriglie arrivano al punto prestabilito pronte ad ascoltare la SS Messa celebrata dall’Assistente Nazionale Don Giuseppe Cavoli. Celebrazione ascoltata con molto interesse da parte degli esploratori.
Dopo aver definito i vari orari, incominciano i preparativi per la cena alla trappeur. Poi, quando tutti hanno concluso la cena, vengono chiamati tutti al fuoco di bivacco; Fuoco molto divertente perché animate dalle fantastiche scenette presentante dai ragazzi. Finito il fuoco tutti a dormire in tenda! La giornata inizia con la ginnastica mattutina e la colazione. Finalmente l’attività di Natura ideata dal nostro caro Fedi ha inizio. Ogni squadriglia deve presentare un rilevamento della zona circostante la casa rappresentando su delle schede le piante e le tracce trovate nel parco intorno al prelato.
Dopo aver mangiato a sazietà e imboscato le tracce i ragazzi sono pronti per ritornare al punto d’incontro iniziale, naturalmente raggiungendo la meta a piedi!
Tremate gente: il riparto Santa Croce è uscito dal letargo più carico che mai!!

Stefano Luchetti A.C.R.